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Un giorno a zonzo fra dolci colline ricche di tradizioni e vignetiDa Borgoratto si può scendere
direttamente verso sud passando da Gamalero, oppure facendo
una breve deviazione attraverso la ridente Frascaro. I castelli aperti nel giorno della vostra gita.
Week –end dove vissero Pavese e MontiLa prima meta è la Valle del Belbo. Da
Borgoratto, percorsa la sinuosa “strada del rocco”, dopo
aver svoltato a sinistra si scende su Aie e poi di qui a Nizza
Monferrato. Ampia e agevole la strada nuova che, passando per
Calamandrana, giunge a Canelli.
Gli itinerari di Castelli aperti Chi desidera spingersi sino a Gavi, può trascorrere un fine settimana nella splendida terra del Gavi un vino bianco secco, ricavato dal vitigno del Cortese, all'ombra del maestoso forte. La cittadina, sorge lungo le rive del torrente Lemme ed è molto antica: nel 973 fu possedimento del Conte di Tortona e poi dei Malaspina. Nel XIII secolo divenne possedimento della Repubblica di Genova che la mantenne sino al 1815. Dominata dalla massiccia mole del forte che si erge sulla collina sovrastante, conserva nel suo cuore un centro storico di grande interesse. Il Forte, vasto e complesso, è il risultato di interventi che si sono succeduti in epoche diverse. Infatti, qui si trovava già un Castello risalente al XII secolo, che fu trasformato dalla Repubblica di Genova nel 1626. La fortezza fu edificata per ragioni strategiche a causa della sua posizione imprendibile e della collocazione in un punto cruciale per le comunicazioni che si svolgevano tra la Pianura Padana ed il mar Ligure. Mura grigie, bastioni possenti, all'interno diversi livelli che ospitano edifici adibiti all'alloggiamento per le truppe. In molti punti, la roccia calcarea si fonde con la struttura formando un tutt'uno, in una curiosa alternanza di elementi naturali ed interventi umani. nel centro storico di Gavi sono visitabili altri monumenti medioevali, tra cui il famoso "portino", una porta turrita a pianta rettangolare con un arco ogivale risalente al XII secolo. Un altro percorso, a nord della città di Alessandria, ci conduce a Vignale. Situato su uno dei colli più alti del Monferrato, il paese si trova al centro del triangolo tra Asti, Casale e Alessandria.
Importante
centro fin dal medioevo, visse tutte le aspre contese che
caratterizzarono la zona e nel 1703 entrò infine a far parte
dei domini di Casa Savoia. Dell'antico castello non rimane
traccia, ma il centro storico e' piuttosto interessante. La
Parrocchiale di San Bartolomeo è un imponente edificio
sette-ottocentesco la cui facciata e' preceduta da un
monumentale pronao classicheggiante. Nei pressi, un piazzale
dal quale si può ammirare uno dei migliori paesaggi delle
colline monferrine. La piazza sottostante presenta il Palazzo
Municipale, una Torre medioevale ed il giardino che introduce Palazzo
Callori, sede dell'Enoteca Regionale del Monferrato.
L'edificio, imponente, ha origini molto antiche, nel periodo
delle lotte tra Guelfi e Ghibellini si trovò coinvolto in
numerosi avvenimenti militari: conteso tra i marchesi del
Monferrato ed il Comune di Asti fu espugnato da quest'ultimo
nel 1290. Oggi il Maniero si presenta come un Palazzo Nobile,
con una scenografica scalinata che sale dal bel giardino
sottostante. Assai caratteristiche sono le mura in parte in
cotto ed in parte in pietra, che danno alla struttura un
fascino particolare. Al suo interno conserva soffitti ed altre
decorazioni molto pregevoli, alcuni delle quali potrebbero
essere state realizzate dal celebre architetto Juvarra. Nel
parco, si potrà visitare la Cappella in stile Neoclassico
eretta dall'architetto Brocchi. Altra Chiesa interessante e'
quella dell'Addolorata, finita di costruire nel 1505 in stile
tardo-gotico con facciata in cotto, con all'interno un
pregevole coro ligneo del XVI secolo, si trova nel centro
storico.
Il castello di Piovera, la cui attuale conformazione risale al 13° secolo, subì numerosi interventi di cui uno sostanziale durante la dominazione spagnola che lo trasformò da fortilizio a residenza nobiliare. E' tra i maggiori, per dimensioni, della zona; si tratta di un massiccio edificio quadrilatero con torri ovali agli angoli e due grandi torri squadrate al centro dei lati maggiori. L'edificio è circondato da un profondo fossato. All'intorno sorgono innumerevoli edifici con destinazioni accessorie (abitazioni, stalle, depositi, laboratori, ecc.) che formano nell'insieme testimonianza architettonica di notevole pregio. A corollario dell' edificato, il vasto parco (circa 20 ettari) con i suoi viali alberati, le rogge, i prati ed altre edificazioni per le attività collaterali alla vita del maniero.La testimonianza della dominazione spagnola si può cogliere invece all'esterno dell'abitato ove sorgono due cascine, Gusmana e Costantina, il cui impianto risale a quell'epoca. In particolare durante il periodo della dominazione spagnola (1500-1600) l'opera di trasformazione del forte fu radicale, dovendosi adattarlo a residenza marchionale. Vi posero mano dapprima i feudatari spagnoli dei casati di De Santez, Guzman ed Homodei, poi i Balbi di Genova, loro successori. Tra le opere murarie del Castello l'unico manufatto rimasto in parte allo stato d'origine è la torre situata nell'angolo Sud-Est: intorno al 1950 minacciava di sfasciarsi nel corpo centrale e crollare, ma se ne scagionò il pericolo provvedendo a rinforzare e cinturare di ferro le sue strutture traballanti
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